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per bambini e sedentari
Giorno 5: dal Rifugio Sella (m.2640) a Castello (m.1603) Dal Rifugio Sella si va al Passo Gallarino (m.2727) e poi al Passo di S. Chiaffredo (m.2764). Si scende poi verso il Vallone di Vallanta incontrando alcuni laghetti, e, percorrendo il Vallone, si arriva a Castello (m.1608), dove avevamo lasciato le nostre auto. In auto torniamo al Rifugio Savigliano di Pontechianale (m.1742). Dislivello circa 100 metri, nostro tempo di percorrenza 5 ore. La nostra esperienza: nottataccia al Sella. Nella nostra camerata gli ultimi arrivano alle 22,30, i primi ripartono alle 4. Lirio continua sbattere la testa contro la parte finale della scala a chiocciola al terzo piano. A notte fonda vado in bagno con passo felpato; arrivato nel salone al pianterreno, nel silenzio e nel buio più totali, a un certo punto si accende debolmente una torcia: sono un lui e una lei, vestiti, seduti accanto su una panca. La mattina a colazione dall'altro lato del tavolo c'è una ragazza sola. Sono tentato di attaccare discorso (i soliti riflessi condizionati maschili, purtroppo attivi anche in montagna). Più tardi, la sera a cena, viene fuori che l'abbiamo notata tutti e quattro, e che tutti e quattro, curiosi, siamo andati a leggere il libro del Rifugio per saperne di più: viene da Savona, sta facendo il giro del Viso ma ha dovuto interrompere per una ferita al calcagno. Partiamo verso le 9 in un sole sfavillante. Solo Roby, la piccola mummia, ha l'aria fresca e riposata. E' una giornata magnifica, molto in lontananza si vede una piramide di roccia che potrebbe essere il Cervino e, alla sua destra, un massiccio innevato che potrebbe essere il Monte Rosa; la pianura è ancora un mare di nuvole. Filippo ha il mal di gola. Dopo il passo di San Chiaffredo incontriamo un laghetto intorno a cui sono stati costruiti decine e decine di piccoli ometti con pietre in verticale. Decidiamo di fermarci e anche noi ci mettiamo all'opera. Ci mangiamo il nostro panino. Ci sono diversi rifiuti in giro. Decido di mettermi a raccoglierli per portarli a valle. Riempio una borsa di plastica, trovo addirittura una bottiglia di vino (vuota). Riprendiamo la marcia. Il sentiero è lungo, e molto ripido. Incrociamo diversi camminatori con l'aria sfinita, fra cui una ragazza francese con uno zaino gigantesco e l'aria ammutolita. Cominciamo a trovare i primi alberi, ci fermiamo di nuovo. Mi rendo conto di essere finito sopra una grossa merda di vacca, per fortuna ormai secca. Arriviamo finalmente al vallone di Vallanta. L'ho fatto di corsa in salita sotto l'acqua e stento a riconoscerlo. Ci fermiamo di nuovo e, molto stanco, mi addormento sulla riva del ruscello. Riprendiamo, arriviamo a Castello. Siamo contenti, io molto stanco, un po' disturbati dal gran numero di auto. In auto arriviamo al Rifugio Savigliano di Pontechianale. Ottima cena a base (anche) di polenta integrale e Dolcetto. Invece che andare a vedere le stelle, che Doni e Lirio dicono magnifiche, mi leggo quasi metà dell'ultimo libro di Camilleri. Filippo ha la febbre. Foto: |
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