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per bambini e sedentari
Giorno 3: Dal Rifugio Mont Viso (m.2460) al Rifugio Pian del Re (m.2020) Dal Rifugio Mont Viso (m.2460) si sale fino al colle delle Traversette (m.2950), poi si discende al Rifugio-Albergo di Pian del Re (m.2.020, tel. 0175-94967). Dislivello circa 500 m, nostro tempo di percorrenza 5,30 ore. La nostra esperienza: tappa lunga. Partiamo alle 9,30 di una giornata di sole, dopo una pessima notte al Mont Viso. Solo Roby ha l'aria fresca e riposata: scopriamo che è l'unica che in ogni situazione riesce a dormire come una mummia. Anche in Francia non è possibile pagare con carta di credito, e ci rendiamo conto che i soldi che abbiamo con noi non ci basteranno. Salita faticosa fino al colle delle Traversette, delusione per non poter passare dal Buco di Viso. Il Buco di Viso è un tunnel lungo quasi 100 metri costruito nel 1400 per facilitare gli scambi con la Francia, e permette di 'saltare' l'ultima parte del sentiero che sale alle Traversette. Nonostante sia il 9 agosto, l'entrata dal lato francese non è agibile perché coperta di neve. Tento inutilmente di aprirmi un passaggio, scavando la neve con un bastone. Passiamo le Traversette e vado a vedere l'imboccatura del Buco dal versante italiano, poi continuiamo la discesa a valle, passando attraverso reticolati divelti e grosse matasse di filo spinato arrugginito, residuati dell'ultima guerra. Il giro del Viso classico prevede a questo punto l'arrivo al Rifugio Giacoletti (m.2837), ma il sentiero in quota che va al Giacoletti (il 'Sentiero del Postino') è troppo difficile per persone inesperte come noi. Esistono altri due sentieri che da quote più basse risalgono al Giacoletti, ma con un dislivello di almeno 4-500 metri. Col telefonino allora prenotiamo al Rifugio Pian del Re e ci scusiamo col Giacoletti. Inizialmente avevamo pensato di fermarci al Rifugio di Pian del Re, ma poi avevamo optato per il Giacoletti perché non eravamo riusciti a trovare il numero di telefono; il Rifugio di Pian del Re infatti non è gestito dal CAI. Dopo la nottataccia e le ristrettezze del Mont Viso, la sosta a Pian del Re è provvidenziale: la carta lo indica come 'rifugio', ma in realtà è un albergo: abbiamo camere a due e tre posti (finalmente si dorme), doccia calda, mangiare come si deve (ceniamo con polenta accompagnata da salsicce, stufato di manzo, bagna cauda, gorgonzola fuso e una bottiglia di Dolcetto; colazione con croissant). Poiché ci arriva la strada, Pian del Re è un'ottima base di partenza per escursioni (in agosto, per evitare affollamenti, nei giorni festivi la strada per Pian del Re può essere chiusa alcuni chilometri prima; per maggiori informazioni è possibile telefonare al Rifugio). A Pian del Re ci sono le sorgenti del Po, Flavia vuole assolutamente riempire una bottiglia da portare a casa. Vediamo anche la mitica salamandra nera (un po' lenta, cammina allo scoperto, non si cura dell'uomo e per questo è condannata all'estinzione). Foto:
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